Cronaca

Bullismo vergognoso in una scuola di Rende

E' accaduto nella scuola di Villaggio Europa

Bullismo vergognoso in una scuola di Rende

Certamente più vergognoso il silenzio delle istituzioni .

Ma andiamo per ordine : Andrea ( pubblichiamo il nome perchè è stato già fatto nella trasmissione delle Iene ) nell’anno scolastico 2016/2017 è stato vittima di bullismo nella scuola media di Villaggio Europa a Rende ( CS ).

Veniva allontanato dai compagni e quando questi si avvicinavano era solo per chiamarlo con i più vergognosi epiteti. Si era arrivato a d un punto in cui veniva pubblicato un video con i suoi “compagni” che lo sbeffeggiavano anche in rete. Il ragazzo ha subito una violenza psicologica troppo forte e ovviamente ne ha parlato con i genitori che hanno subito informato chi dovrebbe tutelare i ragazzi  nella scuola, ma senza successo.

Il culmine è arrivato quando è stato picchiato in un centro commerciale della città, facendolo stare con le stampelle 3 mesi….

Noi ci chiediamo : e se Andrea per queste violenze si fosse suicidato ? ( come è già capitato altre volte )

e se Andrea invece avesse reagito, magari in modo ancora più violento ?

e se avessero reagito i genitori, innescando una spirale di violenza poi senza fine ?

Tutte queste domande dovrebbero essere rivolte ai professori e preside di quella scuola.

Saltano sempre in prima pagina in questo periodo quando sono i ragazzi a bullizzare i professori, ma a volte accade anche il contrario. In ogni caso il silenzio è la peggiore soluzione.

Ci auguriamo che Andrea nella nuova scuola trovi dei compagni degni di questo nome.

Infine non sappiamo che consigli dare a chi si trova in queste condizioni..sicuramente denunciare subito l’accaduto sperando di trovare un dirigente scolastico capace di rompere il muro di omertà. E in ogni caso se anche dopo avere denunciato, non accade nulla, sempre meglio reagire che rimanere fermi ad aspettare i “colpi” dei finti amici. Perchè poi si innesca il meccanismo psicologico del lupo e della pecora, che finisce sempre con la “morte” del più debole.

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